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Norme x Imballaggi 5
NORMATIVA - LAWS and PROVISIONS
I requisiti ambientali degli imballaggi fra presente e futuro (pag.4)
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Il collo di bottiglia del successo del riciclaggio è il mercato di sbocco del materiale riciclato. In teoria il risultato ottimale sarebbe rappresentato dal ciclo chiuso, cioè quando con il materiale riciclato ottenuto da un rifiuto di imballaggio possa esser realizzato un altro imballaggio. Purtroppo, però questo avviene solo in alcuni casi, tra i quali, ad esempio, e quello del vetro: con rottami di bottiglie possono essere fuse altre bottiglie. Ma con il rottame oggi raccolto si possono produrre solamente bottiglie verdi o marroni. Con le materie plastiche i problemi aumentano. Prima di tutto perché è espressamente vietato dalla legge lutilizzo di plastica riciclata per realizzare imballaggi che vadano a contatto con gli alimenti e con i prodotti farmaceutici. Poiché oltre il 60% degli imballaggi prodotti è destinato al settore alimentare, food e beverage, emerge con evidenza che il limite imposto dalla legislazione riduce enormemente il mercato di sbocco della plastica riciclata. Peraltro il divieto è imposto per ragioni superiori di ordine tossicologico. Non potendo infatti conoscere e omologare la composizione del materiale riciclato, aumentano i rischi di possibili cessioni di sostanze indesiderate o nocive dallimballaggio al prodotto. Ma la plastica riciclata pone anche qualche problema di natura tecnologica. Infatti, le impurità inevitabilmente presenti nel materiale riciclato, anche se di modesta entità, spesso impediscono la produzione di un manufatto omogeneo. Questo può contrastare con le funzioni principali svolte dallimballaggio: il contenimento sicuro e la protezione ottimale del prodotto. Per gli altri materiali le situazioni possono essere anche molto diverse. La carta in genere può godere di un ciclo chiuso, soprattutto in Italia dove le cartiere sono da sempre specializzate ad utilizzare efficacemente il macero per realizzare nuovi materiali cartacei destinati in gran parte allimballaggio. Lalluminio utilizzato per gli imballaggi è costituito da leghe diverse. Se si raccoglieranno tutte assieme le lattine delle bevande, le bombolette e le vaschette non sarà facilissimo avere un ciclo chiuso. Il destino del legno da imballaggio riciclato è in genere al di fuori del settore, diventa infatti materia prima per realizzare pannelli e truciolati. Lacciaio, infine, dopo leliminazione dello stagno che lo ricopre, può ritornare ad essere ad esempio un barattolo per conserve. |
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Non più potere calorifico, ma "guadagno" calorifico
Dopo tanti anni passati a parlare di potere calorifico di questo o di quel materiale, dobbiamo oggi abituarci ad usare la definizione guadagno calorifico; secondo la norma CEN recentemente definita è questo infatti uno dei due concetti di base da utilizzare quando si vogliono stabilire i requisiti degli imballaggi recuperabili come energia. Prima di tutto limballaggio deve essere combustibile, ma subito dopo limballaggio deve essere in grado di fornire un guadagno calorifico. Come di definisce questo guadagno calorifico? E la differenza tra il potere calorifico inferiore di un certo materiale e lenergia richiesta per scaldare in un sistema chiuso i prodotti della combustione da 25 a 850 0C, con una concentrazione finale di ossigeno del 6%. Il risultato di questa differenza deve essere superiore a zero se vogliamo che il nostro materiale si possa definire recuperabile energeticamente. Con questa nuova definizione tecnico-scientifica tutti gli imballaggi la cui componente organica sia superiore al 50% sono da considerarsi recuperabili come energia, poiché generano sempre un guadagno calorifico. Gli imballaggi in materia plastica in carta e in legno rientrano sono tutti recuperabili come energia. Invece, tutti gli imballaggi la cui componente inorganica è superiore al 50% possono essere considerati recuperabili come energia solo se il calcolo evidenzia la presenza di un guadagno calorifico. Con questo calcolo si è stabilito che la foglia di alluminio di spessore pari o inferiore a 50 micron è recuperabile energeticamente.
Biodegradabilità ed altre proposte
Tra le opzioni teoriche di valorizzazione dei rifiuti di imballaggio cè anche i compostaggio. Nella pratica tuttavia lutilizzo di imballaggi biodegradabili è limitato ad alcune nicchie molto particolari. Ciò non deve meravigliare perché la biodegradabilità è in contrasto con la capacità di conservare il prodotto nello spazio e nel tempo. Nella maggior parte dei casi, allimballaggio viene proprio richiesto di preservare il contenuto nelle migliori condizioni possibili, il più a lungo possibile. Ecco pertanto che, molto opportunamente, può essere biodegradabile limballaggio di una piantina, ma non certo il sacco del diserbante in polvere. Sempre in termini di applicazioni speciali, sono interessanti anche gli imballaggi idrosolubili, purché naturalmente non inquinino le acque
In Francia e nel Regno Unito è già arrivata la dichiarazione di conformità ambientale
Il legislatore francese ha impresso unaccelerazione allapplicazione dei requisiti ambientali essenziali previsti per tutti gli imballaggi dalla direttiva UE e da tutte le leggi di recepimento della stessa a livello nazionale. Ha infatti richiesto che ogni prodotto confezionato destinato al mercato francese sia provvisto di un dossier nel quale lazienda dichiari che limballaggio di ciascun prodotto è stato sottoposto ad una procedura di controllo, anche intraziendale, volta a stabilire che soddisfi i requisiti ambientali essenziali. La situazione è simile nel Regno Unito.
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by M. Sachet, Istit. It .Imballaggi - Nov 2000
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