I criteri per l'ammissione dei porti nelle TENs approvati oggi sono quelli auspicati dal Parlamento Europeo.
Il Consiglio UE infatti aveva inizialmente proposto per i porti marittimi una soglia di traffico annuo di un milione di tonnellate di merci, senza porre alcun obbligo di collegamento terrestre con le TENs.
Per i porti interni il Consiglio aveva inoltre proposto un volume di traffico annuo di 300.000 tonnellate di merci.
EUR-Lex - Legislazione - in vigore - - Repertorio analitico- ...
... 5, paragrafo 4, della direttiva 93/75/CEE del Consiglio, relativa alle condizioni
minime necessarie per le navi dirette a porti marittimi della Comunità o che ...
europa.eu.int/eur-lex/it/lif/reg/ it_register_07304010.html
Porti marittimi e fluviali, canali navigabili
La presenza di numerosi mari interni, di penisole, di isole ha determinato il notevole sviluppo costiero dell'Europa e la realizzazione di numerosi porti marittimi. Lungo le coste occidentali e settentrionali dell'Europa molti porti si sono sviluppati sugli estuari dei fiumi: ne sono un esempio Lisbona sull'estuario del fiume Tago, Le Havre sulla Senna, Londra sul Tamigi e Amburgo sull'Elba. All'interno dell'Europa centrale esiste anche una serie di porti fluviali, il più grande è situato sul Reno. Tutte queste vie d'acqua, che in molti Paesi sono più lunghe della rete autostradale, vengono utilizzate quasi esclusivamente per il trasporto di merci, più sicuro ed economico di quello terrestre nonostante l’inconveniente della lentezza (si trasportano merci non deperibili come il carbone e il materiale edile ). Nel Mediterraneo i porti maggiori si sono sviluppati nelle baie naturali
I PORTI nel CONTESTO delle RETI TRANSEUROPEE
È stata ufficializzata, con la pubblicazione sulla GUCE L. 185/2001, la decisione condivisa nel Consiglio e Parlamento Europeo sulla modifica della decisione 1692/96 relativa ai porti marittimi, per la navigazione interna ed ai terminal portuali. Nella sostanza ha prevalso un criterio selettivo per definire la valenza e le diverse categorie per l’ammissibilità al finanziamento nell’ambito di quanto previsto per le Ten-T.
1. Porti marittimi internazionali, il cui traffico annuo superi 1,5 tonnellate di merce o 200.000 passeggeri e siano collegati con il resto della rete transeuropea di terra.
2. Porti marittimi comunitari, il cui traffico superi le 0,5 tonnellate di merci o il traffico passeggeri sia tra le 100.000 e le 200.000 unità, collegati alla rete Ten-T e dotati di strutture per il trasbordo sul corto raggio marittimo.
3. Porti marittimi regionali, che non rientrano nelle categorie precedenti, ma appartengono ad aree insulari, periferiche o distanti di cui assicurano il collegamento tra loro o con le Regioni centrali d’Europa.
4. Porti interni aperti al traffico commerciale ed interconnessi con altre linee transeuropee di trasporto, "dotati di impianti di trasbordo per il trasporto intermodale o il cui volume annuale di traffico sia almeno pari a 500.000 tonnellate".
24 gennaio 2001 - Stabiliti i criteri per includere porti marittimi, porti interni e terminal intermodali nelle TENs
Per gli scali marittimi è previsto un traffico annuale di 1,5 milioni di tonnellate e 200mila passeggeri, e la presenza di una connessione con un'altra rete del TENs
Il Parlamento europeo e il Consiglio al comitato di conciliazione hanno raggiunto un accordo sui criteri di inclusione dei porti marittimi, dei porti interni e dei terminal intermodali nelle Trans-European Transport Networks (TENs), le reti prioritarie di trasporto europee.
Il Consiglio ha infatti accettato innanzitutto le proposte più restrittive avanzate dal Parlamento relative all'inclusione dei porti nell'ambito delle TENs, che prevedevano un volume di traffico annuale di 1,5 milioni di tonnellate e 200mila passeggeri, e la presenza di una connessione con un'altra rete del TENs. Il Consiglio aveva invece proposto un volume di traffico di solo un milione di tonnellate, senza alcuna connessione con altre TENs.
I porti marittimi inclusi nel network TENs ricadono ora in tre categorie: la categoria A, che comprende i porti internazionali, quella B, che comprende gli scali a servizio di comunità più ristrette, e quella C, in cui sono compresi i porti regionali.
Nel caso dei porti interni, sono state inoltre accettate le proposte del Parlamento, che prevedono un traffico annuo di 500mila tonnellate, contro le 300mila ipotizzate dal Consiglio.
Su proposta del Parlamento UE sono stati inoltre inseriti nella lista delle vie d'acqua interne anche il canale Elba-Lubecca e quello Twente-Mittelland.
Il progetto numero 8 "Autostrada Lisbona-Valladolid", che fa parte dei 14 progetti TENs, è stato infine ridenominato "Collegamento multimodale Portogallo-Spagna con il resto d'Europa".